Mental Fitness

Emozioni & Mindfulness

Mindfulness

Mindfulness è un termine ripreso dalla lingua Pali, che significa “attenzione consapevole“; secondo Kabat Zinn, mindfulness è “porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante”.

Nata come tecnica per ridurre lo stress dato da malattie fisiche, dolori cronici o patologie psicosomatiche, la mindfulness si è dimostrata utile nella terapia della depressione, nelle nevrosi e nella terapia del dolore. Attraverso la mindfulness ognuno di noi impara qualcosa di se stesso, ad esempio l’osservazione del dolore, del corpo, dell’emotività, impara la forza di concentrazione, la curiosità dell’esplorazione e la meraviglia della trasformazione. Promuovendo l’apertura della mente e l’attenzione partecipe e non giudicante, permette di assaporare nuovi modi di conoscere e di essere, ascoltando più attentamente la propria personale esperienza, momento dopo momento.

Applicare le tecniche di mindfulness consente di svincolare la propria mente dalle abituali fonti di stress e di sofferenza emotiva: semplicemente concentrandosi su di sé, è possibile osservare con attenzione la quantità infinita di automatismi, pensieri disfunzionali, schemi monotoni a compartimenti stagni che la nostra mente, in caso di situazioni di disequilibrio per noi difficili da gestire, tende a metterci davanti, ogni volta, allo stesso modo.

10 febbraio 2011 Pubblicato da | Articoli, Meditazione | Lascia un commento

Facebook use and personality

 Does using online social networking compensate for certain character traits? It’s suggested that participating in online social networks such as Facebook or twitter is mostly done by those who struggle to make social connections in face to face contacts. The use of Facebook to enhance their social relationships online. This is called the social compensation hypothesis in contrast to the rich get richer hypothesis. Those who already are very socially adaptive and use the benefits of Internet for more social interaction.

In two studies an attempt was made to answer this question. First they looked at personality and a range of self-reported Facebook activities. Those high in extraversion were correlated with a large number of self-reported Facebook behaviors, they were very active with a lot of different activities on Facebook. Agreeable participants viewed all pages more often than those low in agreeableness. Conscientious Facebook user procrastinated less than those low on this personality trait and those higher in openness added and replaced photo’s more often. Neuroticism was not correlated to any of the facebook behaviors.

In the other study the observable information on Facebook profiles and the actual personality of the participants were correlated. Extraversion was strongly correlated with the number of friends overall and the number of friends in the local network. Openness was correlated with the number of friends overall, the number of friends in the local network, and the number of networks.

In short, these correlation studies suggest that the rich get richer hypothesis is true when it comes to the use of online social networks. Those who use social networks appear to extend their offline personality online.

source: Dr. Shock

8 febbraio 2011 Pubblicato da | Articoli | Lascia un commento

Lo Stress: un’energia di adattamento

Fu il neuroendocrinologo Hans Selye a fornire, nel 1936, la prima definizione scientifica dello stress. Il termine era stato preso a prestito dall’ingegneria, che lo usava per indicare lo sforzo, la tensione cui veniva sottoposto un materiale. Selye osservò che animali da esperimento sottoposti a stimoli diversi manifestavano una sindrome comune caratterizzata da ipertrofia corticosurrenale, atrofia del timo e delle ghiandole linfatiche e ulcere gastriche. Selye cercò di stabilire una relazione tra lo stimolo esterno pericoloso o minaccioso (stressor) e la reazione biologica interna dell’organismo (risposta o reazione da stress). Osservando i mammiferi, lo studioso notò che rispondevano a stimoli di diversa natura con una reazione fisiologica molto simile, caratterizzata dal comune stato di attivazione dell’asse ipotalamo-cortico-surrene, con produzione e secrezioni di glucocorticoidi; ne concluse che lo stress è la risposta “strategica” dell’organismo nell’adattarsi a qualunque esigenza, sia fisiologica che psicologica, cui venga a esso sottoposto. In altre parole, è la risposta aspecifica dell’organismo a ogni richiesta effettuata su di esso.

L’energia vitale dell’organismo umano proviene dalle sostanze alimentari con cui ci si nutre. La modalità con cui l’organismo sfrutta questa energia vitale dipende soprattutto da quel processo naturale e soggettivo che possiamo definire come “reazione di stress”. Lo stress quindi provoca una reazione fisiologica, reazione da stress, come risposta alle esigenze causate dagli stimoli esterni (stressor), che mobilita le risorse disponibili al fine di produrre una speciale energia, ad alto rendimento, definibile come “energia da stress”. Il processo biochimico che sprigiona tale energia è una reazione naturale che necessariamente si ripete nell’organismo, quotidianamente, tutte le volte che occorre. In altre parole, lo stress implica un aumento di attività di funzioni naturali stimolate da determinati ormoni, in particolare adrenalina, noradrenalina; corrisponde quindi a un’intensificazione della vitalità che consente all’organismo di adattarsi e reagire al variare delle circostanze. Per questo motivo, Hans Selye identificò lo stress con l’energia di adattamento che sperimentiamo ogni giorno.

25 dicembre 2010 Pubblicato da | Scienza | Lascia un commento

Meditazione per gente indaffarata (Osho)

MEDITATIONS FOR BUSY PEOPLE – For the Traveler

When: “Whenever you find time. There is no need to make a fixed time. Use whatsoever time is available. In the bathroom when you have ten minutes, just sit under the shower and meditate. In the morning, in the afternoon, just four or five times, for small intervals — just five minutes — meditate, and you will see that it becomes a constant nourishment.

 Duration: “Just for a few minutes”

 Step 1: Relax the Breathing“Relax the breathing system, nothing else — there is no need to relax the whole body. Sitting in the train or plane, or in the car, nobody will become aware that you are doing something. Just relax the breathing system. Let it be as when it is functioning naturally.

 Step 2: Watch the Breath“Then close your eyes and watch the breathing going in, coming out, going in. Simply relax and watch the breathing. In that watching, nothing is excluded. The car is humming — perfectly okay, accept it. The traffic is passing; that’s okay, part of life. The fellow passenger snoring by your side — accept it. Nothing is rejected. You are not to narrow down your consciousness.

 “Concentration is a narrowing down of your consciousness so you become one-pointed, but everything else becomes a competition. You are fighting everything else because you are afraid that the point may be lost. You may be distracted, and that becomes disturbing. 

“There is no need to do it for twenty-four hours. Just a cup of meditation will do! No need to drink the whole river. Just a cup of tea will do. Make it as easy as possible. Easy is right. Make it as natural as possible. And don’t be after it; just do it whenever you find time. Don’t make a habit of it, because all habits are of the mind, and a real person in fact has no habits.”

24 dicembre 2010 Pubblicato da | Tecnica | Lascia un commento

Stress, emozioni, mindfulness

La vita umana è caratterizzata dal continuo susseguirsi di eventi che generano reazioni di varia natura, spesso negative. Le emozioni, che si collocano al confine tra il fisico e lo psichico, rappresentano l’area primaria su cui gli eventi vanno ad impattare. E’ di esperienza comune ciò che viene chiamato con termini quali paura, o rabbia, cui si accompagnano modificazioni fisiche alcune delle quali vengono soggettivamente percepite,  quali l’ aumento della frequenza cardiaca e respiratoria.

Nei casi in cui gli eventi possono essere controllati, la riduzione delle reazioni negative è direttamente connessa con la scomparsa dello stimolo che le causa. Nella restante parte dei casi, in cui la possibilità di incidere sulla realtà è scarsa o nulla, l’unica modalità di attenuare le emozioni negative passa attraverso il modo in cui ci si relaziona con esse. In altri termini, la sofferenza emotiva può essere ridotta, se non addirittura eliminata, agendo sulla realtà che la genera, ovvero agendo sulla sofferenza stessa.

Una persona in buone condizioni psicofisiche che si trovi di fronte ad un livello non particolarmente intenso di difficoltà reali è in grado di generare soluzioni per queste ultime e di regolare l’intensità della sofferenza emotiva, è quindi capace di adattamento. E’, in altri termini, in grado di rispondere adeguatamente alla sollecitazione degli eventi ed alla tensione, allo “stress” psicofisico che essi provocano (il termine “stress” viene dalla fisica e riguarda la tensione che un materiale subisce a causa dell’azione di una forza esterna che lo sollecita).

Ciò che usualmente viene chiamato stress riguarda la perdita delle capacità di regolazione fisiologica, emotiva e cognitiva: dalla condizione, attiva, di adattamento si è passati ad una condizione, passiva, di disadattamento. Una persona in condizione di stress, infatti, è invasa dalla sofferenza emotiva ed anche il suo pensiero assume connotazioni negative, pessimistiche, talora addirittura catastrofiche.

Perdere le capacità di regolazione, in sintesi, significa perdere il potere di influire volontariamente e positivamente sulla propria psiche che assume di conseguenza le caratteristiche di una minacciosa realtà “oggettiva”, esterna a sé, in quanto incontrollabile. Quando le emozioni ed i pensieri sono modulabili e sono percepiti come espressione della propria soggettività ogni essere umano si riconosce in essi.

Quando invece la capacità di modulazione è persa, è anche perso il sentimento di appartenenza di qualcosa di sè che, invece, diventa un oggetto incontrollabile e pericoloso. Un’ansia incontrollabile, ad esempio, spaventa tanto quanto un nemico reale e, inoltre, fa apparire la realtà più minacciosa di quanto non sia per davvero.

Un aspetto basilare delle tecniche di Mindfulness riguarda la consapevolezza del fatto che la mente è una entità mutevole, in cui pensieri ed emozioni si susseguono continuamente, e che è proprio la perdita della capacità di modulazione (leggi stress) a contribuire grandemente al persistere di stati mentali negativi che vengono paradossalmente trattenuti in quanto ritenuti oggettivi. In termini metaforici, si potrebbe dire che una nuvola, che lasciata a se stessa si trasforma e poi scompare, viene trasformata in una roccia inamovibile.

Ricollocare la mente “al suo posto” significa recuperare potere su di sè e quindi sulla realtà. Questo processo viene spesso definito con il termine inglese di empowerment: uscire dallo stress significa aumentare il potere di agire sulla realtà avendo aumentato il potere di agire su di sè. Tuttavia, per chi pensasse che il potere di agire su di sè passi attraverso un aumento del controllo volontario, è necessario esplicitare che la via corretta segue strade assolutamente differenti ! Infatti, seppure ciò possa sembrare paradossale, il migliore controllo su di sè passa attraverso l’accettazione di non poter controllare, ovvero attraverso la fiducia e la libertà del rapporto con se stessi. 

24 dicembre 2010 Pubblicato da | Articoli | Lascia un commento

GABA Chocolate against stress ?

Why mixing precious chocolate with chemicals? What a waste. Apparently cocoa has about 52 mg of GABA per 100 gram cacao. GABA is the major inhibitory neurotransmitter in the brain and it has been shown to have an acute psychological stress-reducing effect in humans and a tranquilizing effect on sleeplessness, depression and autonomic disorder observed during the menopausal or presenile period. Because cacao is mixed with milk, sugar and some other ingredients the quantity if GABA in chocolate is less than in cacao, possibly reducing the stress reducing effects in human. In a recent study, they enriched chocolate with GABA and did a placebo controlled crossover trial to the effect of GABA enriched chocolate on psychological stress.

Stress was induced by a arithmetic task and they measured heart rate variability and cortisol concentration in saliva to measure psychological stress. Chocolate enriched with GABA (GABA chocolate) was composed of 38.5% sugar, 7.8% defatted cacao, 29.8% fat, and 0.28% GABA. The cortisol, one of our stress hormones didn’t increase after the task in the GABA sessions and those taking the GABA chocolate made a quick recovery in heart rate variability to the normal state from the stressful state. GABA doesn’t permeate the blood-brain barrier, so it’s positive effects on stress in this trial as well as in others has to be explained by it’s effects on the peripheral nervous system. Based on this study chocolate enriched with GABA had a psychological stress-reducing effect, but does it still taste the same?

 
Source: Dr. Schock

23 dicembre 2010 Pubblicato da | Articoli | Lascia un commento

5 buoni motivi per meditare

La Meditazione è una delle tecniche più importanti per lo sviluppo spirituale dell’ individuo. Ma perchè dovrei meditare ? Almeno per cinque buone ragioni:

  1. La meditazione è piacevole
  2. La meditazione rende le funzioni cerebrali più efficienti
  3. La meditazione fa bene alla salute
  4. La meditazione ti può portare ad una realizzazione spirituale
  5. La meditazione può essere complementare ad una terapia convenzionale.

Una regolare pratica meditativa può avere dei benefici sulla salute, sul benessere, sulla mente, sul cervello e sullo spirito. Dopo un lungo periodo di ricerche e studi sugli effetti della meditazione, ormai la comunità scientifica internazionale ha ormai riconosciuto come la meditazione permette di tenere sotto controllo lo stress, abbassa la pressione del sangue e la frequenza cardiaca, aiuta il corpo a rilassarsi e a rigenerarsi.

I risultati arriveranno sicuramente; basta non avere fretta e praticare in modo serio e costante.

15 dicembre 2010 Pubblicato da | Articoli | Lascia un commento

   

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